La cerimonia annuale di consegna dei “Vincenzini d’oro” è avvenuta quest’anno la sera di venerdì 30 aprile, in concomitanza con l’inizio dei festeggiamenti per la Festa patronale.
Dopo aver ascoltato l'introduzione musicale eseguita con l’antico organo della Chiesa, il Sindaco Daniela Pallazzoli e l’Assessore alla Cultura Mara Riva hanno assegnato cinque onorificenze a cittadini che si sono distinti per meriti:
Patrizia Introini – Laureata in Fisica, Operation General Manager in una società internazionale leader nel settore dei semiconduttori con responsabilità di oltre 300 persone, già nominata “Maestro del lavoro” dal Presidente della Repubblica, ha ricevuto il “Vincenzino” per la passione per il suo lavoro e l’alta professionalità, unite al suo atteggiamento sereno ed entusiasta nei confronti della vita.
Elisabetta e Alberto Popi – Hanno accudito per anni con amore e dedizione prima la madre di lei e quindi la madre di lui, superando ogni difficoltà e sacrificando la vita familiare per tenerle in casa con loro. Ricevono il “Vincenzino d’oro” per aver saputo affermare il valore della vita dell’anziano, affiancati dai tre figli, dai nipoti e dai pronipoti ed aiutati dai medici e dagli infermieri di Cusago.
Alessio e Andrea Antonini – Praticano dal 2004 l’arte marziale di origine cino-vietnamica Quan Ki Do, basata sul principio dell’armonia continua tra la forza e la morbidezza e del rispetto come filosofia di vita, di cui detengono il titolo di Vice Campioni europei e di Campioni nazionali e regionali. Nonostante l’impegno degli allenamenti lavorano da circa sei anni a tempo pieno insieme ai genitori dimostrando grandi doti di educazione, rispetto e moralità.
Cristina Sobacchi – Ha ricevuto lo scorso anno un prestigioso premio internazionale nell’ambito della ricerca sul Progetto Genoma Umano, insieme ad altri ricercatori, per gli studi sugli aspetti clinici del metabolismo osseo. Laureata in Chimica e Tecnologie farmaceutiche, è entrata nel gruppo di ricerca del CNR capeggiato dal prf. Dulbecco occupandosi di una grave e rara malattia infantile ereditaria, di cui è stato individuato il gene che la provoca, rendendo la malattia potenzialmente curabile.
Pietro Olivo – Dal 1967 è socio donatori dell’AVIS di Rho, dove ha effettuato 140 donazioni fino al 2002, quando ha raggiunto il limite massimo di età consentito. Segnalato nel 2004 per l’onoreficenza di “Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”, è socio fondatore e soccorritorio volontario della Pubblica Assistenza Rho Soccorso, dove presta tuttora servizio. Da qualche anno coopera con il circolo Cesare Battisti di Monzoro dove impegna il suo tempo nel volontariato con dedizione e generosità.